Gianluca Tedaldi cattura il paesaggio come da un obiettivo; è questo un esempio di come la pittura abbia ricevuto dall'invenzione della fotografia nuovi stimoli, è l'esempio di come questa tecnica abbia modificato anche il modo di vedere e di guardare il mondo. Nel taglio che l'artista dà a certe sue opere l'interesse per il soggetto non meno che per certe angolazioni risulta chiaro: cercare e rappresentare vedute complesse, accettare i suggerimenti che la natura sembra dare all'occhio, organo privilegiato di esplorazione e contemplazione. Che sia un albero solitario in un campo di grano appena arato o un pittore immerso nell'erba, le tonalità si fanno ariose, respirabili, il pigmento acquista solarità; è tutto ciò che spesso la natura ha chiesto all'arte. Degas fra gli altri fu affascinato da certe inquadrature fotografiche, che sembravano fornirgli come un approfondimento dell'impressione fuggevole. Inquadratura e vie moderne o inquadratura della vita moderna suggestionano Tedaldi, la sua tavolozza dai colori caldi come in una tarda mattinata in Via Veneto.

Antonio Libutti

 

 

Gianluca Tedaldi,  anche lui formatosi nella scuola del maestro Ziveri, è una personalità versatile che riesce a passare da un soggetto all'altro con grande abilità tecnica e stilistica.

Gehum Tabak 2007

 


Tedaldi, più legato alla figurazione tradizionale, crea ben definite e “partecipate” scene di vita quotidiana. Di grande impatto spaziale le forme sono “cezannianamente” solide e compatte. I densi colori, nelle cui sciolte modulazioni è evidente un'impressionistica attenzione per la percezione visiva della luce e delle sue variazioni, sono stesi in tonalità forti e brillanti e “ vangoghianamente” distribuiti, in modo da creare delle compensazioni e dei richiami all'interno della composizione.

Immacolata Mancuso 2007