|
Si forma presso la bottega del pittore
Francesco Sgarano. Frequenta numerosi corsi di perfezionamento
nelle tecniche del disegno. Studia Architettura presso
l’Università, “La Sapienza”, Roma. E’ assistente nel
Laboratorio di Progettazione Urbanistica. Collabora con studi
professionali nel campo dell’ int. design, della prog.
architettonica, urbanistica. Partecipa a rassegne d’arte e a
mostre collettive. Lavora con un gruppo di giovani designer
nell’ interior design e realizza a partire dalle opere
pittoriche textures artistiche per l’industrial design.
Critica
Roberto Mercoldi ha trovato nelle sue fughe prospettiche un
filo che ha traversato la prima (e più effervescente)
modernità, quello di suggerire una metafora del movimento che
è il precipizio. Le sue architetture offrono allo sguardo
pareti sulle quali non c’è appiglio narrativo, riposo o
contemplazione: sono percorsi da seguire e che affascinano
nella loro quasi torrentizia traversata del campo del quadro.
Questo, si potrebbe dire, è una metafora del tempo nel fermo
immagine di un dipinto: lo spettatore sperimenta una specie di
compulsione a percorrere le innumerevoli occasioni di
passaggio e, come avviene nella vita quotidiana del nostro
tempo, sente di non poter tutto traversare, come chi si
smarrisse di fronte ad una tavola imbandita in modo
soverchiante.
Le occasioni sono anche richiamate dallo sventolio dei drappi
che, come nelle giostre medievali, sembrano essere anche
simboli di altro, di persone e di possibili conoscenze o
affetti. Tutto a disposizione, tutto raggiungibile eppure
anche tutto distante e carico di enigmi. A chi paragonare più
direttamente le costruzioni che Mercoldi offre allo sguardo?
Si detto di Sironi, delle sue periferie ritratte quando erano
appena sul nascere, anch’esse con quelle feritoie che si
inseguono come vetture sull’autostrada; sironiani sono anche i
volumi implacabili (trasformazione in fatto storico delle
visioni del cubismo e della metafisica). Tutta nuova è invece
la serrata dinamica dei volumi, molto tersa e non – come in
Sironi – quasi diseredata dalla luce diurna. Anche i progetti
mai realizzati di Sant’Elia hanno punti di aderenza con il
gusto di Mercoldi a trasformare l’impianto urbano in una
carovana che si mette in moto. Dell’Aeropittura sono le sue
visioni a volo d’uccello, che escludono il dettaglio delle
figure umane e permettono di aver sovranità sopra un universo
di forme che, ad immaginarlo visto dal fondo, chiuderebbe lo
spettatore in una morsa. Oltre la metafora del tempo, in
Mercoldi sembra di intravedere anche un altro pensiero, questa
volta dedicato a considerare la nostra vita moderna.
Storico dell'arte Gianluca Tedaldi
Mostre
e partecipazioni ad eventi artistici
2009
Roberto Mercoldi, Intro(pro)spettive 21
Luglio 30 Agosto, Zenworld Roma
- E'
in gara con un opera al Premio Terna 02 Codice: 4218
www.premioterna.it
- E’ in gara con un’opera a EcoartProject
2009
http://www.ecoartproject.org/robertomercoldi.php
2008
Partecipa al Premio Arte Laguna.
2006
Personale “tra poesia e pittura” presso
l’Associazione Culturale “Il Raggio”, Roma.
Breve
testo che descrive l’attività artistica.
“Pensieri”
X.0X.20XX.
Questa la data oltre la quale non rimarrà
più alcuna traccia dell’operato umano. La potente tecnologia
avrà già “virtualizzato” ogni cosa, forse anche l’uomo ed il
suo pensiero.
Cosa ne sarà dei luoghi fisici dove vive?
Anch’ essi soppiantati da avveniristiche
metropoli virtuali?
I pesanti volumi postmoderni di oggi,
bucherellati come groviere, saranno gli ultimi baluardi della
nostra realtà urbana; rimarrà qualche tenda agitata dal vento
a testimonianza dello spirito creativo che, un tempo,
partoriva cose concrete.
Oggi siamo “avatar”, facciamo shopping,
compriamo case e organizziamo eventi in mondi virtuali; ma può
tutto ciò sostituire l’emozionalità umana che ha da sempre
spinto il mondo?
Lungi da me il boicottaggio del progresso.
E’ comunque indispensabile; ma quantomeno sarebbe opportuno
fermarci a riflettere sulla finalità che questo debba avere.
Queste opere raccontano il modo, del tutto personale, di
immaginare una possibile “disfatta” del mondo reale, ma con le
emozioni vive e profonde proprie dell’ essere umano.
Roberto Mercoldi
|