roberto mercoldi

intro(pro)spettiva n°3, 2008, 120x80 cm 


intro(pro)spettiva n° 4, 2008, 70x70cm
 


 intro(pro)spettiva n°1, 2008, 70x70 cm


 

 
      intro(pro)spettiva n°5, 2009, 100x70cm  
 



 

intro(pro)spettiva n°6, 2009, 150x100cm  


 
Dalla finestra,  2008, 50x50 cm
 

 

   Omaggio a Bocklin olio su tela 40,6 x 60 cm,  olio su tela

   Biografia

Si forma presso la bottega del pittore Francesco Sgarano. Frequenta numerosi corsi di perfezionamento nelle tecniche del disegno. Studia Architettura presso l’Università, “La Sapienza”, Roma. E’ assistente nel  Laboratorio di Progettazione Urbanistica. Collabora con studi professionali nel campo dell’ int. design, della prog. architettonica, urbanistica. Partecipa a rassegne d’arte e a mostre collettive. Lavora con un gruppo di giovani designer nell’ interior design e realizza a partire dalle opere pittoriche textures artistiche per l’industrial design.   

Critica

Roberto Mercoldi ha trovato nelle sue fughe prospettiche un filo che ha traversato la prima (e più effervescente) modernità, quello di suggerire una metafora del movimento che è il precipizio. Le sue architetture offrono allo sguardo pareti sulle quali non c’è appiglio narrativo, riposo o contemplazione: sono percorsi da seguire e che affascinano nella loro quasi torrentizia traversata del campo del quadro. Questo, si potrebbe dire, è una metafora del tempo nel fermo immagine di un dipinto: lo spettatore sperimenta una specie di compulsione a percorrere le innumerevoli occasioni di passaggio e, come avviene nella vita quotidiana del nostro tempo, sente di non poter tutto traversare, come chi si smarrisse di fronte ad una tavola imbandita in modo soverchiante.
Le occasioni sono anche richiamate dallo sventolio dei drappi che, come nelle giostre medievali, sembrano essere anche simboli di altro, di persone e di possibili conoscenze o affetti. Tutto a disposizione, tutto raggiungibile eppure anche tutto distante e carico di enigmi. A chi paragonare più direttamente le costruzioni che Mercoldi offre allo sguardo? Si detto di Sironi, delle sue periferie ritratte quando erano appena sul nascere, anch’esse con quelle feritoie che si inseguono come vetture sull’autostrada; sironiani sono anche i volumi implacabili (trasformazione in fatto storico delle visioni del cubismo e della metafisica). Tutta nuova è invece la serrata dinamica dei volumi, molto tersa e non – come in Sironi – quasi diseredata dalla luce diurna. Anche i progetti mai realizzati di Sant’Elia hanno punti di aderenza con il gusto di Mercoldi a trasformare l’impianto urbano in una carovana che si mette in moto. Dell’Aeropittura sono le sue visioni a volo d’uccello, che escludono il dettaglio delle figure umane e permettono di aver sovranità sopra un universo di forme che, ad immaginarlo visto dal fondo, chiuderebbe lo spettatore in una morsa. Oltre la metafora del tempo, in Mercoldi sembra di intravedere anche un altro pensiero, questa volta dedicato a considerare la nostra vita moderna. Storico dell'arte Gianluca Tedaldi
 

Mostre e partecipazioni ad eventi artistici

2009

Roberto Mercoldi, Intro(pro)spettive 21 Luglio 30 Agosto, Zenworld Roma

E' in gara con un opera al Premio Terna 02 Codice: 4218 www.premioterna.it

- E’ in gara con un’opera a EcoartProject 2009

  http://www.ecoartproject.org/robertomercoldi.php

2008 

Partecipa al Premio Arte Laguna. 

2006 

Personale “tra poesia e pittura” presso l’Associazione Culturale “Il Raggio”, Roma.

 Breve testo che descrive l’attività artistica. 

“Pensieri” 

X.0X.20XX.

Questa la data oltre la quale non rimarrà più alcuna traccia dell’operato umano. La potente tecnologia avrà già “virtualizzato” ogni cosa, forse anche l’uomo ed il suo pensiero.

Cosa ne sarà dei luoghi fisici dove vive?

Anch’ essi soppiantati da avveniristiche metropoli virtuali?

I pesanti volumi postmoderni di oggi, bucherellati come groviere, saranno gli ultimi baluardi della nostra realtà urbana; rimarrà qualche tenda agitata dal vento a testimonianza dello spirito creativo che, un tempo, partoriva cose concrete.

Oggi siamo “avatar”, facciamo shopping, compriamo case e organizziamo eventi in mondi virtuali; ma può tutto ciò sostituire l’emozionalità umana che ha da sempre spinto il mondo?

Lungi da me il boicottaggio del progresso. E’ comunque indispensabile; ma quantomeno sarebbe opportuno fermarci a riflettere sulla finalità che questo debba avere. Queste opere raccontano il modo, del tutto personale, di immaginare una possibile “disfatta” del mondo reale, ma con le emozioni vive e profonde proprie dell’ essere umano.      Roberto Mercoldi

 

www.celesteprize.com/mercoldi

www.premioceleste.it/mercoldi

www.robertomercoldi.it

 

 

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