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L'Associazione |
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Lavorare
come pittori e scultori nello spazio romano sottintende la responsabilità
di proporre linguaggi attuali ma, nello stesso tempo, non può
prescindere dalla consapevolezza della tradizione culturale che è
ancora viva fra le persone e nelle testimonianze artistiche cittadine.
Negli
scorsi decenni, la storia artistica internazionale ha registrato un
ritorno alla figurazione caratterizzato da un grande eclettismo (si
pensi alla Transavanguardia), come se non fosse più possibile preferire
una tendenza all’altra né fare distinzione fra modelli presi ad
esempio dal lontano passato o dalla contemporaneità; di più, il
pluralismo delle opinioni ha quasi livellato quel disaccordo (mezzo
secolo fa insanabile) tra figurazione e pittura astratta.
Più
ancora: oggi si tende a considerare inattuale l’idea di tracciare un
confine netto fra pittura e scultura e le altre diverse forme d’arte
che la cronaca recente ha visto ben presenti nelle rassegne
internazionali le quali adoperano strumenti non tradizionali
(tecnologicamente avanzati o, all’opposto, del tutto confinati nella
fisicità del corpo umano).
Così,
la pittura e la scultura tradizionali tendono a diventare nicchie
espressive e nelle esposizioni pubbliche vengono spasso associate con
molte altre forme d’arte.
Come
si vede, la ridefinizione dei connotati di ciò che si intende per
“arte” ha un aggiornamento costante che giunge ad includere quasi
tutti gli aspetti dell’antropologia; per contro, sempre di più vaga
rischia di diventare l’identità del ”mestiere” di pittore o
scultore.
Mestiere:
questa parola ormai desueta serve a connotare l’insieme delle tecniche
attraverso cui l’urgenza espressiva tende a prendere forma. Un
mestiere si affina nel cercare di superare concrete difficoltà che la
natura dei materiali o le convenzioni linguistiche pongono allo slancio
creativo.
Sarebbe
superfluo citare con abbondanza esempi dell’eccellenza di risultati
che l’ingegno umano, confrontandosi con questi limiti, ha saputo
attingere: la struttura della terzina dantesca, il severo vincolo delle
leggi di gravità per gli slanci dell’architettura medievale, la
stessa tecnica della pittura a fresco non hanno posto difficoltà che
fossero in grado di frustrare la determinazione di dare una forma
concreta a quanto lo spirito umano nutre in sé.
Questa
premessa serve a valorizzare il senso della proposta dell’Associazione
Espressioni d’Arte che è quello di restringere un po’ i confini
della libertà espressiva in favore di un ritorno allo spazio
tradizionale dei mezzi e dei linguaggi che la pittura e la scultura
hanno maturato sino al Novecento avanzato. Si intende, quindi,
presentare un’esperienza collettiva che si riconosce nell’uso degli
strumenti accreditati dalla storia dell’arte e attraverso i quali
l’artista dà forma ad un’opera autonoma, dotata di una propria
fisicità, esponibile al pubblico. Fra le prerogative che a
quest’opera si richiedono ci sono quelle legate alla sua capacità di
farsi presente nella dimensione esistenziale dello spettatore (cioè di
dialogare con lui) e, possibilmente, anche quella di mostrare una
manifattura dove sia evidente che l’artista non si è risparmiato nel
tentativo di trasformare la materia in simbolo.
Entro
questi confini, è possibile tuttavia sperimentare una grande libertà
espressiva perché la storia non è trascorsa invano e le molte
metamorfosi del linguaggi restano a disposizione delle generazioni per
continui arricchimenti creativi; anche l’eclettismo recente ha
insegnato che non si deve temere di rimettere in gioco il passato
sforzandosi di trovare punti di incontro fra le audacie
dell’avanguardia e la concretezza dell’antica maniera.
Espressioni
d’Arte ha la disponibilità di talenti vari e indipendenti. Quella che
potrebbe apparire come un’eterogenea associazione di personalità ha
il suo criterio di omogeneità nel discernimento di ciò che è un
contributo genuino e utile al dibattito artistico, nel tenere sotto
controllo la tendenza alla commercializzazione, nella capacità di
sapersi integrare anche umanamente in quella che è una piccola
“repubblica delle arti”, senza posizioni di privilegio; infine,
il tratto caratteristico è quello di
mantenere vivo quel disinteressato amore per l’arte dal quale tutti si
è partiti al momento di scegliere questo particolare stile di vita.
Gianluca
Tedaldi Storico
dell’arte
Espressioni d’Arte/Art Expression Rome, 03-09-2007 Art Espression is a no-profit Cultural Association, was born in April 2007 from a idea of some person interesting Tiziana Di Bartolomeo (President of Association and art promoter, Antonio Laglia (painter), Gianluca Tedaldi (painter and art historian) . Also Maria Pia Pompili, Claudio Di Bartolomeo and Geum Tabak (art historian). The idea of association was born in The ‘Elsa Morante’ library is one of the biggest library in Rome, when in june 2002 has been inaugurated the expository wing. During these 5 years, the expository spaces have become a reference point for artists, painters, sculptors and people who always deal with art. These artists want to put themselves to the test and this is the spirit which differentiate them: they want to know each other, want to stay together and to talk together. They always love and deal with the roots of art. Art Expression wants take part in serch and explanation of trait of art and culture, looking for a comparision with Artistic association and painter of another nation. Art Expression work for human peace and tollerance.
Dott.ssa Tiziana Di Bartolomeo
Presidente
Associazione Espressioni D’Arte.
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