5 novembre Adn Kronos Cultura
ROMA, ALLA BIBLIOTECA ANGELICA "ARTE, REALTA' E UTOPIA"
Roma - "Arte, realta' e utopia" allo spazio espositivo della Biblioteca Angelica di Roma, fino al 18 novembre, la mostra, con un centinaio di opere realizzate da un gruppo di allievi di Alberto Ziveri, uno dei padri fondatori della Scuola Romana. In ricordo del maestro, per molti di questi artisti anche compagno di vita, saranno esposti i dipinti di Antonio Laglia e Gianluca Tedaldi, allievi di Ziveri all'Accademia di Belle Arti di Roma, insieme alle realizzazioni su tela di Mauro Baldino e Massimo Fiocco.
Ancorate al realismo della figura umana e a un solido ed essenziale senso del volume e degli impasti cromatici, le opere di Antonio Laglia parlano, forse piu' delle altre presenti in mostra, il
linguaggio del maestro; un linguaggio che, nei paesaggi di Gianluca Tedaldi, si colora invece di una tenera e malinconica aspirazione metafisica. Baldino e Fiocco segnano, invece, il passaggio definitivo verso l'astrazione: nei loro dipinti domina la forza dell'evidenza cromatica, in un percorso che sprigionera' tutta la sua forza nell'acceso cromatismo, a tratti quasi violento, di Massimo Fiocco.
L'evento, oltre a riunire nel segno del grande Ziveri gli epigoni della celebre Scuola Romana, e' in linea con uno degli aspetti fondamentali della missione istituzionale della Biblioteca Angelica, la valorizzazione del Novecento, che l'Istituto intende realizzare sia sul fronte della letteratura, che su quello delle arti figurative.
13 novembre La Repubblica week-in
ROMA
"Arte, realtà e utopia" allo spazio espositivo della Biblioteca Angelica di Roma, fino al 18 novembre, la mostra , con un centinaio di opere realizzate da un gruppo di allievi di Alberto Ziveri, uno dei padri fondatori della Scuola Romana. In ricordo del maestro, per molti di questi artisti anche compagno di vita, saranno esposti i dipinti di Antonio Laglia e Gianluca Tedaldi, allievi di Ziveri all'Accademia di Belle Arti di Roma, insieme alle realizzazioni su tela di Mauro Baldino e Massimo Fiocco. Ancorate al realismo della figura umana e a un solido ed essenziale senso del volume e degli impasti cromatici, le opere di Antonio Laglia parlano, forse più delle altre presenti in mostra, il linguaggio del maestro; un linguaggio che, nei paesaggi di Gianluca Tedaldi, si colora invece di una tenera e malinconica aspirazione metafisica. Baldino e Fiocco segnano, invece, il passaggio definitivo verso l'astrazione: nei loro dipinti domina la forza dell'evidenza cromatica, in un percorso che sprigionerà tutta la sua forza nell'acceso cromatismo, a tratti quasi violento, di Massimo Fiocco.
L'evento, oltre a riunire nel segno del grande Ziveri gli epigoni della celebre Scuola Romana, è in linea con uno degli aspetti fondamentali della missione istituzionale della Biblioteca Angelica, la valorizzazione del Novecento, che l'Istituto intende realizzare sia sul fronte della letteratura, che su quello delle arti figurative.


Ministero per i Beni e le Attività Culturali - CulturaItalia Versione 1.3
Sebastiano Messina, l’obiettivo sul simbolo
Il fotografo espone a Roma i suoi lavori più recenti: “Epiphanie”
28 marzo 2009 - 28 aprile 2009
Sebastiano Messina, Emergenza ortodossa
Ha spinto l’obiettivo nei territori del simbolo il fotografo Sebastiano Messina, che presenta i suoi ultimi lavori in una mostra allestita a Ostia (Roma), nella Biblioteca Elsa Morante, dal 28 marzo al 28 aprile, con ingresso libero. “Epiphanie” è il titolo dell’esposizione.
Dalla produzione più recente sono nate foto nelle quali dominano figure ieratiche e inquietanti, plastiche e spesso intrise di un esoterismo onirico. La ricerca sulla dimensione simbolica, sostenuta da un supporto di stampo teorico e filosofico, si traduce in unostile sintetico e asciutto, che punta a non distogliere l’attenzione dello spettatore dall’idea. I colori tenui sono spesso privilegiati. Alla rappresentazione realista viene preferita una visione scarna ed essenziale, che ambisce ad arrivare alla sostanza delle cose, al mistero e al pathos nascosti sotto la superficie.
Nato a Roma, dove si è laureato in Filosofia e ha lavorato come operatore culturale, Sebastiano Messina ha esposto in Italia e all'estero e pubblicato le sue fotografie su libri e riviste. Negli anni recenti ha approfondito la sua ricerca personale sotto il fascino ditendenze filosofiche neoesistenzialiste cercando di elaborare una forma di "poesia visuale" fatta di atmosfere sospese tra irrealtà e concretezza.
Nel testo critico di presentazione della rassegna, a cura di Claudio Spoletini, si legge: «Fare una fotografia è un gesto di consapevolezza, direi anche di responsabilità. Nell’istante in cui premiamo il pulsante della macchina, qualunque foto stiamo per fare, ci prendiamo una grossa responsabilità, scegliendo di “storicizzare” una forma del creato anziché un’altra o un’altra ancora. E questo è ancora più valido se consideriamo che la fotografia non fornisce una immagine impersonale del mondo, quantunque presa dalla realtà, ma una opinione di esso. A maggior ragione una foto paradossalmente può dire più su chi la fa che su chi ci si trova dentro. Sebastiano Messina questa responsabilità se l’è sempre presa. Già dagli anni Ottanta, dalle serie su Pasolini fino ai lavori in cui reinterpretava gli anni della contestazione, ha sempre esibito un impegno contenutistico e formale di alto livello, del quale non era possibile dubitare neppure quando intonazioni di stampo surrealista hanno fatto irruzione nei suoi lavori».


